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Pensavo fossero solo sogni lucidi.
Finché una notte… mi sono sentito letteralmente uscire dal corpo.
E la cosa più strana non è stata “essere fuori”.
Ma il fatto che ero perfettamente cosciente.
Come lo sono adesso mentre ti “parlo”.

Quello è stato il momento in cui ho capito veramente che

non siamo quello che pensiamo.

Perché se è possibile vivere al di fuori del corpo…
allora cambia completamente la risposta a una delle domande più importanti:
cosa succede dopo la morte?

Fino al 1900, la persona media aveva un contratto semplice; se:

  • mi comporto bene,
  • vado a messa la domenica,
  • e seguo i comandamenti.

andrò sicuramente in paradiso.

Anche allora il pensiero della propria morte o di quella di un caro era visto con tristezza,
ma la convinzione di una vita migliore era un grande sollievo.
Oggi invece, con l’avvento della scienza, pochi si “accontentano” più di credere; Vogliamo prove.
Vogliamo certezze.

E dato che, l’unica certezza che la scienza ci dà sul dopo morte, per lo meno per ora, è il fatto che il nostro corpo diventerà terra del cimitero… la morte è diventata un tema estremamente cupo e scomodo.
Da un certo punto di vista, potremmo dire che si tratta di un vero e proprio tabù – un qualcosa a cui nessuno pensa mai, se non quando è proprio costretto.

Viviamo come se:

questa vita fosse tutto ciò che esiste.

Ma in questo articolo ti dimostrerò che non è così;
che esiste qualcosa dopo la morte,
e che non serve che tu mi creda, bensì ti darò gli strumenti per verificarlo in prima persona.

Ciao, se sei nuovo qui il mio nome è Samuel, e da anni mi occupo di energia e stati di coscienza… durante il giorno, durante la notte, e anche dopo la vita, in quello comunemente chiamato eterno risposo.

Il mio intento con questo articolo non è quello di darti un “qualcosa in cui credere”, o di mettere alle strette una particolare visione religiosa.. ma piuttosto mostrarti:

  1. quello che ho scoperto con la mia esperienza diretta,
  2. come questi fatti siano una verità nascosta in bella vista,
  3. e come tu stesso puoi verificarlo in prima persona.

Iniziamo.

1 - “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.
— William Shakespeare

Ogni notte ci sdraiamo nel letto,
chiudiamo gli occhi,
e come per magia rinasciamo in un mondo nuovo:
il mondo dei sogni.

Quel posto in cui:

  • i tuoi pugni non hanno forza;
  • corri senza avanzare;
  • e provi a urlare, ma non esce alcun suono.

Nei sogni tutto sembra così reale:
gl’incubi ci terrorizzano,
i desideri che si avverano ci regalano soddisfazioni,
e il tuo partner che parla con qualcun altro ti fa ingelosire.

Eppure, quando ci svegliamo il mattino,
ci rendiamo conto che non era reale,
non aveva la stessa qualità,
la stessa continuità
e lo stesso senso che ha il mondo di veglia.

Prima o poi però, a quasi tutti nella vita, capita di fare un’esperienza in cui questo confine crolla: un sogno lucido.

Un sogno in cui ti rendi conto che stai sognando, rimanendo però nel sogno, e quindi acquisendo la capacità di esercitare la tua volontà in maniera molto simile a come fai da sveglio – anche se tecnicamente, stai dormendo.

E nel mondo dei sogni, le regole sono diverse:

  • la gravità non c’è (o comunque funziona diversamente), quindi puoi volare;
  • la forza del pensiero può costruire qualunque cosa;
  • e in generale, ti trovi a vivere come una sorta di mago supereroe.

Sebbene dunque si tratti di un’esperienza completamente casuale per molte persone (e se non ti è mai capitata, probabilmente almeno una volta prima di morire ti capiterà), come ogni altra cosa, avere sogni lucidi è in realtà una facoltà che si può allenare.

Ma anche quando si diventa piuttosto capaci, e quindi si riesce a “vivere” anche nei sogni (cioè a intendere e volere come nella vita di tutti i giorni), quando ci si risveglia al mattino restano comunque due dubbi di fondo:

  1. ero davvero in una sorta di “altro mondo”, o erano solo fantasie del mio cervello?
  2. se riuscivo a intendere e volere come da sveglio, allora anche la realtà è un sogno? (questa domanda capita soprattutto dopo quei sogni estremamente lucidi)

A volte capita addirittura di credere di essersi svegliati nella realtà di tutti i giorni, per poi rendersi conto solo dopo di essere finiti invece in un altro sogno… un po’ come nel film Inception (chi ha scritto quel film la sa lunga).

Quando questo accade, la domanda diventa ancora più marcata: anche quando ci si risveglia nella vita materiale, per qualche minuto non si è certi di essere davvero svegli.

Questo fa nascere numerose domande, ma non dà mai la certezza che questi sogni siano qualcosa di reale.
Certo, potrebbero essere “mondi paralleli”, come alcuni ritengono; ma potrebbero benissimo essere “allucinazioni del cervello” che un’altra parte di esso impara a controllare.

Ci sono passato anch’io; in anni di sogni lucidi, il dubbio è sempre rimasto:
la vita è semplicemente un sogno più stabile?
o i miei sogni lucidi sono mere creazioni della mia mente?

A un certo punto però, ho avuto la fortuna di ricevere una grade risposta.
Non entrerò nei dettagli di questa esperienza, perché è un discorso lunghissimo e per un altro articolo, ma la risposta è arrivata il giorno in cui ho avuto la mia prima OOBE diretta.
Cioè, per farla semplice e breve, sono rimasto perfettamente cosciente mentre il mio corpo si è addormentato,
mi sono poi sentito uscire dal corpo, sentendo in me un’energia incredibile,
come mi avessero attaccato alla presa della corrente.
Li poi, ho vissuto un’esperienza e degli incontri straordinari,
e senza perdere la continuità nemmeno per un istante, mi sono sentito poi rientrare nel corpo,
e mi sono svegliato nel letto.

Quel giorno, grazie anche ad esperienze e studi successivi, ho compreso veramente.
Ho compreso che la scienza ha ragione a dire che i sogni sono spesso prodotti del nostro subconscio, ma i mistici hanno altrettanta ragione a dire che alcuni sogni sono esperienze vere (anche se spesso incoscienti) in “altri mondi” (per ora chiamiamoli così).

A questo punto, ci sono mille e più cose di cui si potrebbe parlare a tal proposito, ma la realizzazione più grande che ho avuto dopo alcune di queste esperienze, è la seguente:
Non siamo un corpo con un’anima, ma siamo un’anima che temporaneamente abita un corpo.

Il corpo è un veicolo “tanto quanto” la nostra automobile:

  • è comoda,
  • ci serve per spostarci e funzionare,
  • e se si rompe, la cosa ci da fastidio e sicuramente la vogliamo riparare,

ma la nostra automobile non siamo“Noi”!
È semplicemente un mezzo che utilizziamo per muoverci nello spazio!

E, sebbene non siamo abituati a farlo, essendo il corpo un mezzo, possiamo imparare a funzionare consciamente anche al di fuori di questo (dico consciamente perché inconsciamente lo facciamo ogni notte).

So che può sembrare assurdo se non l’hai mai vissuto, ma più all’interno di questo articolo ti darò gli strumenti per verificarlo in prima persona… e se vuoi averli subito e più in dettaglio, dai un’occhiata alla mia community maestria dell’invisibile, dove ci occupiamo proprio di questo.

Ma, tornando a noi, dopo averlo vissuto, si inizia a notare come si tratti di…

2 - Una verità nascosta in bella vista

“Il miglior nascondiglio è sotto gli occhi di tutti”. – proverbio popolare

Quel che ho appena descritto può sembrare fantascienza o una verità mistica per pochi,
ma la realtà è che, sebbene non si tratti di una questione nota all’opinione pubblica,
è nascosta in bella vista… ne parlano tutti.

Cristianesimo.
Buddismo.
Induismo.
(per citarne alcuni)

Tutte parlano di:

  • un’anima
  • un “dopo”
  • stati diversi di esistenza

Paradiso.
Inferno.
Reincarnazione.
In maniera più o meno diretta, tutti quanti hanno dei riferimenti a queste cose.

E potresti dire:
“Ok Samuel, ma sono religioni. Non sono fonti affidabili. Inoltre parlano spesso in parabole, come possiamo essere sicuri che intendessero quello?”

Ed è un dubbio sensato… abbiamo però la fortuna di vivere in un’epoca in cui ci sono migliaia di casi documentati di Near Death Experiences (esperienze di pre-morte).
Persone che sono clinicamente morte… e poi tornate.
Questi episodi sono capitati a persone di culture, religioni e epoche totalmente diverse… persone che non cercavano esperienze, bensì sono morte per un breve periodo, e sono state poi rianimate… e descrivono cose sorprendentemente simili.

Se non ne hai mai sentito parlare, ti consiglio di guardare i canali youtube “coming home” o “out of body stories”, entrambi ottimi lavori di raccolta di queste testimonianze!

A questo quindi punto la domanda cambia.
Non è più: “Chi ha ragione?”
Ma: “Perché stanno dicendo tutti la stessa cosa?”

E anche se non hai ancora vissuto un sogno lucido, in realtà a tutti prima o poi è capitato un qualche evento strano:

  • magari in un periodo in cui eri particolarmente tranquillo/a, e in cui quindi i sogni non erano oberati dalle preoccupazioni delle giornate, rivelandoti esperienze incredibilmente vivide e affascinanti
  • o magari quella volta che hai sognato un amico o un conoscente, e anche lui o lei ha fatto lo stesso identico sogno
  • o quando hai sognato un evento, e poi ti è capitato veramente

queste sono tutte esperienze più comuni di quel che si pensa.

Ma il mondo intorno a noi ci dice:
“lascia stare”
”sono tutte cazzate”
”preoccupati delle cose serie”.

Quello che questa modalità di pensiero ignora però, è il fatto che l’unica certezza che abbiamo, oltre a quella di essere nati, è che prima o poi moriremo.
Potrebbe essere tra 10 minuti, o tra 100 anni… ma prima o poi, tutti quanti dovremo farci i conti.

E se è vero che c’è qualcosa dopo la morte,

  • sia esso un inferno e un paradiso
  • sia essa reincarnazione
  • siano essi altri mondi

o qualunque altra cosa in cui si crede (o che si ha esperito)…

E se, al contempo, è vero anche che tutti coloro che ne hanno fatto esperienza ci dicono che il modo in cui viviamo in questa vita, influenza enormemente come vivremo dopo essere morti…
… ignorare il tema della morte è forse il più grande errore dell’uomo moderno.

È come venire diagnosticati con una malattia terminale, essere convinti di dover morire a breve, e passare un anno a:

  • spendere tutto quello che abbiamo, e anzi, indebitarci pure, che tanto moriremo e “ripagare non sarà un problema nostro”
  • non prendersi più cura del nostro corpo, perché conviti di perderlo a breve
  • e distruggere la nostra reputazione, conviti di non averne più bisogno

per poi scoprire che la diagnosi del medico era sbagliata, e che saremo costretti a vivere altri 100 anni con le conseguenze di quello che abbiamo fatto.

Ne vale realmente la pena?
Non penso.

Questa convinzione probabilmente errata, che la morte sarà la nostra fine, (dico probabilmente perché non sono ancora morto, quindi non ne sono certo al 100%, ma al 99% viste le esperienze che ho vissuto), ci fa vivere in ansia costante:

  • se la morte è la fine della nostra esistenza, la paura è un’emozione giustificata;
  • se questa è l’unica vita, ansia e rimpianti sono ragionevoli;
  • e in generale, il modo di vivere che ci consiglia la società, tutto sommato, ha un senso.

Ma nel momento in cui ci diventa chiaro che non finisce tutto lì, le cose cambiano.
L’ansia magari non svanisce, ma si riduce notevolmente.
Se questa vita non è tutto… allora non deve essere perfetta.
Non devi “riuscire” a ogni costo.
Questo non significa che smetti di agire.
Significa che agisci con meno pressione.
La morte, inoltre, passa da essere un dramma al quale non pensare, ad un evento curioso da approfondire.
Questo non significa che se un tuo caro se ne va, fai i salti di gioia… ma il sapere che non è “sparito per sempre” è una grandissima consolazione (e imparare a vederlo ancora, lo è ancora di più).

Più di ogni altra cosa però, le tue priorità nella vita cambiano!
Se sai che esiste qualcosa oltre… inizi a interessarti anche a quello.
Non pensi solo al lavoro.
Non pensi solo ai soldi.
Non pensi solo all’apparenza.
Ma a capire.
Ad esplorare.

E questo ti porta a…

3 - Un nuovo modo di vivere

E qui arriviamo al punto centrale.

La maggior parte delle persone che si interessano a questi temi, si perde in un loop inutile.
“Ha ragione questa religione”.
“No, ha ragione quest’altra corrente esoterica”.
“No, veniamo dagli alieni”.
Oppure “è tutta una simulazione”.

E passano anni così.
A discutere.
A credere.
A difendere idee.
Ma purtroppo, nella loro vita cambia poco.

So che può essere scomodo da sentire, ma prima ce ne rendiamo conto, e prima possiamo andare oltre.
Puoi avere la teoria perfetta.
Puoi avere la risposta giusta.
E vivere comunque nell’ignoranza.

Perché?
Perché non hai esperienza.
E senza averlo vissuto, non puoi esserne certo al 100%.

Il cuore di questo articolo, infatti, è l’apertura mentale…
ma non nel senso di “credere a tutto”
e nemmeno di “ trovare una nuova convinzione che ci rassicuri sul dopo la morte”.
Bensì, è un invito a scoprilo in prima persona.
A viverlo.

Non pretendo di spiegarti nel dettaglio come vivere tutto questo in questo singolo articolo, ma voglio già lasciarti una traccia operativa e 3 step fondamentali che ti apriranno la strada:

1 - Inizia a mettere in dubbio l’identificazione con corpo e mente

Le OBE (o OOBE) sono esperienze a mio avviso fondamentali e che danno una prova inconfutabile di quanto abbiamo discusso.

Ma in maniera più semplice e relativamente veloce, già con la meditazione, se fatta come si deve, ci possiamo rendere conto chiaramente:

  • che abbiamo un corpo, ma non siamo il corpo;
  • e che abbiamo una mente, ma non siamo la mente.

Realizzarlo veramente, ci dà la spinta, la curiosità, e la dimostrazione iniziale, che ci permettono poi di avere la volontà per arrivare anche a esperienze come le OOBE.

2 - Inizia a studiare esperienze di chi ci è già passato

Per diventare un buon calciatore, siamo tutti d’accordo che ci serve un buon allenatore.

Per imparare a leggere e a scrivere, serve un buon insegnante.

E anche in questo ambito, avere qualcuno che ci è già passato, che ci mostri esattamente cosa fare e che errori evitare, ovviamente non toglie il fatto che ci dobbiamo impegnare, ma può semplificarci decisamente il percorso!

3 - Inizia a esplorare in prima persona

Possiamo passare anni a leggere, studiare, ascoltare racconti e fare collegamenti…
ma fino a quando non lo proveremo sulla nostra pelle, non potremo mai esserne certi fino in fondo.

La chiave quIndi, sta nell’esperienza…
lo studio è solo l’inizio;
il bello è l’esplorazione che viene poi.

E soprattutto, il punto fondamentale è smettere di ignorare la domanda delle domande “eravamo qualcosa prima di nascere, e ancor più, saremo qualcosa dopo essere morti?”.
Perché ignorarla… non la rende meno importante!

Se poi hai piacere di avere il mio aiuto diretto in questo viaggio di esplorazione, qui sotto ti lascio il link a maestria dell’invisibile, la mia community dove condivido gli esatti metodi che ho usato per realizzare quanto ti ho appena raccontato, e inoltre ti aiuto personalmente in questo viaggio di esplorazione.

Lo trovi qui sotto, e spero di vederti dall’altra parte – in entrambi i sensi.

Un abbraccio e alla prossima,
Samuel

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