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Ogni giorno una guerra invisibile viene combattuta.
Non è una guerra di confini, diritti o potere bellico.
È una guerra per il nuovo petrolio del 21° secolo:
la tua attenzione!
Ogni pulsante,
ogni riquadro,
ogni contenuto che ti viene presentato sui social media..
.. è parte di un sistema invisibile che è stato ingegnerizzato per influenzare la tua mente.
Non per caso, ma per scelta.
Viviamo in un’epoca in cui le menti più brillanti (psicologi, programmatori, strateghi), hanno un solo scopo: prendere la tua attenzione.
E molti parlano di come questo sia un problema:
- per le nostre possibilità di scelta – perché veniamo continuamente bombardati da pubblicità che influenzano i nostri acquisti;
- per le nostre relazioni – perché passiamo più tempo sui social che con persone reali;
- e per il nostro tempo – perché spesso queste piattaforme ci rubano più tempo di quello che vorremmo.
Ma quasi nessuno si rende conto che il problema non è tanto usare i social, quanto quello che succede dopo.
Succede che chiudi l’app — e improvvisamente tutto pesa di più.
Il lavoro è più faticoso.
Le persone ti irritano.
Le piccole cose ti stancano.
Anche ciò che normalmente ti piace… in questo momento non ti soddisfa più.
Non perché la tua vita sia peggiorata in quei 20 minuti.
Ma perché la qualità della tua attenzione è crollata.
Questo è il punto che quasi nessuno considera.
La nostra mente è incredibilmente sofisticata, ma anche molto delicata; e usare i social (specialmente alcuni) è come metterla in un frullatore.
Quando esci, sei ancora tu…
ma sei disorganizzato, reattivo, instabile.
E quando l’attenzione perde qualità, l’esperienza della vita perde qualità.
Questa condizione “post-social” (cioè appena abbiamo finito di usarli) ha un nome preciso: entropia psichica.
Non è stanchezza fisica.
Non è depressione.
Ma uno stato dell’attenzione che rovina drasticamente la qualità della nostra esperienza di vita.
Tutti conosciamo 2 persone che:
- fanno lo stesso lavoro
- con gli stessi orari
- e le stesse mansioni
Ma uno lo odia e l’altro invece lo ama.
Fino ad ora si è sempre pensato che la differenza fosse la personalità (uno lo ama perché fatto in un modo, l’altro lo odia perché è fatto in un altro)… ma in realtà, come vedremo tra un attimo, la differenza è la qualità della loro attenzione.
“Controllare la coscienza (attenzione) significa controllare la qualità della nostra vita”. – Mihaly Csikszentmihalyi
Ma se non sei tu a controllarla, qualcuno lo farà per te.
E oggi, quel “qualcuno” ha miliardi di euro a disposizione e un algoritmo molto avanzato.
Questa è una guerra per la tua attenzione, il tuo tempo e la tua vita..
.. ed è ora di reagire.
In questo articolo vedremo
- che meccanismo sfruttano i social per “frullarci” la mente
- come l’attenzione sia l’ingrediente segreto per la felicità
- e come riprenderne il controllo (dell’attenzione) per migliorare drasticamente la nostra esperienza di vita
Iniziamo.
L’illusione della distrazione: lo scroll come frullatore dell’attenzione
Per diventare immuni a questo attacco dei social, dobbiamo prima comprendere in che modo distruggono la nostra attenzione, e come questo rovini la qualità delle nostre vite.
A questo scopo, un parallelismo con la tecnologia può aiutarci molto:
I computer, tablet e cellulari che usiamo ogni giorno funzionano grazie a varie componenti, ma una delle più importanti è la RAM (random access memory o memoria di accesso casuale).
La dimensione di questa memoria determina la sua capacità di essere una donna, o in altri termini, di fare più cose contemporaneamente!
Per esempio, un computer con una RAM di 4 GB, riesce a tenere aperte alcune tab/schede sul browser e magari mandare contemporaneamente una mail… ma se proviamo a fargli fare qualcosa di più, si impalla.
Un computer con 64 GB di RAM invece, riesce a tenere aperte 20 schede del browser nel mentre che sta eseguendo un programma grafico complesso, senza problemi.
In entrambi i casi però,
- meno schede abbiamo attive contemporaneamente e più il computer potrà focalizzarsi sulle poche che stiamo gestendo, con il massimo delle sue capacità;
- più schede attive avremo, invece, e minore sarà la capacità del computer di portare a termine il compito da noi richiesto (in altre parole, diventa lento – anche se stiamo usando una sola scheda e le altre sono inutilizzate e aperte per “dimenticanza”).
La nostra attenzione funziona esattamente allo stesso modo, e quello che fanno i social, specialmente quelli in formato verticale come TikTok e Instagram, è aprire centinaia di schede (tab) contemporaneamente, peggiorando sempre di più la capacità di funzionare della nostra RAM (attenzione).
Ma solo pochi hanno compreso veramente le conseguenze di tutto questo!
Il modo in cui parliamo della distrazione, infatti, è completamente sbagliato.
Diciamo:
- “Non riesco a concentrarmi”
- “Ho poca disciplina”
- “Mi distraggo troppo facilmente”
Come se fosse un difetto morale.
Non lo è.
Il problema non è che sei debole.
Il problema è che sei sovra-stimolato.
In altre parole, hai troppe schede aperte simultaneamente.
Quando:
- hai troppe cose da fare
- troppe decisioni sospese
- troppe preoccupazioni
- troppi stimoli emotivi
la RAM si riempie.
Il computer non “si rompe”, MA:
Diventa lento.
Instabile.
Inconcludente.
Stessa cosa accade alla mente.
Rispetto ai nostri nonni che, pur con difficoltà diverse dalle nostre, avevano una vita dai ritmi molto meno frenetici:
- magari pascolavano le mucche e passavano buona parte della giornata a fare solo quello, senza nessuno che li rincorresse;
- oppure svolgevano lavori duri e ripetitivi, ma senza essere continuamente interrotti o chiamati a decidere mille cose insieme.
Noi, invece, ci troviamo spesso in situazioni in cui troppi impegni, decisioni aperte e preoccupazioni finiscono per “riempirci la RAM”.
Già di per sé, quindi, la nostra attenzione è sottoposta a una quantità di stimoli senza precedenti; i social, poi, non fanno altro che gettare benzina sul fuoco.
Dopo 20-30 minuti di apparente “relax da scrollo”, hai:
- 30 micro-emozioni
- 30 micro-narrazioni
- 30 micro-desideri
- 30 micro-frustrazioni
… in totale 120 nuovi tab aperti che la tua RAM (attenzione – conscia o subconscia) deve gestire.
Ma questo è solo il 20% della questione… il vero problema è quello che succede dopo!
Perché il resto della giornata peggiora
“Le persone che imparano a controllare l’esperienza interiore sono in grado di determinare la qualità della loro vita, e questo è ciò che, più di ogni altra cosa, ciascuno di noi può fare per avvicinarsi realmente alla vera felicità”. – Mihaly Csikszentmihalyi
Intorno al 1960, Mihaly Csikszentmihalyi si è dato un obiettivo di vita:
capire “quando le persone si sentono davvero vive”,
o in altre parole, qual è la ricetta per una vita felice.
Per oltre trent’anni ha studiato centinaia di persone molto diverse tra loro:
ricchi e poveri,
uomini e donne,
persone sane e malate,
tutti provenienti da contesti culturali e sociali differenti.
Da queste ricerche è emerso un dato sorprendente.
Non esisteva una condizione materiale — soldi, relazioni, successo o salute — che garantisse di per sé la felicità.
- Il denaro, per esempio, aiutava a ridurre molte difficoltà della vita, ma non rendeva automaticamente felici: c’erano persone ricche e serene, e persone ricche ma profondamente infelici.
- Lo stesso valeva per le relazioni: avere buoni rapporti riduceva il disagio, ma non assicurava una soddisfazione duratura.
- Anche la salute segue lo stesso schema: esistevano persone malate che si dichiaravano felici e persone sane che vivevano una profonda insoddisfazione.
Ciò che invece avevano in comune tutte le persone che, nello studio di Mihaly, sono risultate realmente soddisfatte della propria vita, era un basso livello di entropia psichica, cioè una mente relativamente ordinata, non dominata dal caos, dall’ansia o dalla confusione.
E questa condizione non era data tanto da ciò che avevano, ma da come gestivano la loro attenzione durante le giornate.
Le persone più soddisfatte erano quelle capaci di investire la propria attenzione in modo intenzionale, concentrandosi su attività significative e coinvolgenti.
Attività che:
1 - sono leggermente sopra le proprie capacità
Questo:
- fa sì che la tua attenzione venga completamente assorbita dal compito, dato che è più complesso di ciò a cui sei abituato e richiede quindi il tuo coinvolgimento totale;
- allo stesso tempo fa sì che la difficoltà non sia così elevata da spingere la mente a produrre pensieri come “non ce la farò”, che aumenterebbero l’entropia psichica e romperebbero la concentrazione.
Il grafico che ti lascio qua sotto mostra il bilanciamento ideale che crea questo tipo di esperienza.
→ questo porta ad un’attenzione completamente assorbita: “so come portare a termine questo compito e mi devo impegnare”.
2 - hanno obiettivi chiari
Cioè devi sapere:
- cosa stai cercando di fare
- qual è il prossimo passo
- e perché lo stai facendo
in modo da avere totale chiarezza mentale.
Non è il tipo di attività in cui dici “vediamo cosa succede”, ma piuttosto “so esattamente il risultato a cui sto mirando, e come arrivarci”.
→ questo porta ad senso di direzione chiaro; “so esattamente cosa sto facendo e perché”
3 - hanno feedback immediato
Ricevi subito un responso che dica:
- se quello che stai facendo sta funzionando, oppure no;
- se devi aggiustare il tiro in qualche modo.
→ questo porta ad una consapevolezza di star andando nella direzione corretta in ogni momento
4 - non sono circondate da distrazioni
Stai facendo quello, e quello soltanto:
- niente multitasking, una cosa alla volta;
- niente elementi che ti distraggono dall’azione.
→ questo porta a non avere nessun fattore che permetta all’entropia psichica di aumentare
5 - sono autoteliche
Cioè stai svolgendo questo compito:
- non per la ricompensa;
- ma perché farlo è già gratificante in sé e per sé.
“Non suoni il violino per fare bella figura, ma lo suoni perché ti piace suonare”.
→ questo porta a non preoccuparsi del risultato, bensì focalizzarsi nel goderti l’azione e farla bene
Quando svolgi un compito che ha tutte e 5 le caratteristiche appena descritte, raggiungi uno stato di “flow”:
A - vivi una fusione tra azione e consapevolezza, e conseguente perdita di autoconsapevolezza
Tradotto, non pensi a quello che stai facendo, ma lo fai e basta con il massimo della concentrazione.
È il famoso:
- “mi muovevo e basta”
- “le mani andavano da sole”
Sparisce il giudizio,
sparisce l’ego
e non pensi a come appari agli occhi degli altri: fai e basta.
Ed è per questo che il flow è così liberatorio.
B - Alterazione della percezione del tempo
a volte, ore che sembrano minuti;
altre volte, minuti che sembrano ore.
Quando queste 2 cose accadono, sei chiaramente in flow, cioè assorbito nell’azione;
e come abbiamo visto
“Le persone sono più felici quando sono completamente assorbite in ciò che stanno facendo.” – Mihaly Csikszentmihalyi
Questa, in sostanza, è la formula per provare soddisfazione in ciò che si fa.
Ed è proprio avendola chiara che diventa facile capire perché i social tendano a ridurre la nostra soddisfazione di vita.
- Perché creano una concentrazione artificiale.
Catturando la nostra attenzione in modo passivo, senza richiedere abilità, obiettivi o impegno reale da parte nostra (creano appunto uno stato di concentrazione artificiale).In questo modo non impariamo a costruire attività che generino concentrazione e coinvolgimento autentici nella nostra vita quotidiana, e invece sviluppiamo l’abitudine di tornare ai social per trovare questa soddisfazione. - Perché abbassano la nostra soglia dell’attenzione.
L’attenzione viene costantemente frammentata da mille stimoli, come abbiamo visto, creando una sorta di “sovraccarico mentale”.Di conseguenza, anche quando abbiamo a disposizione attività che potrebbero generare flow, la mente è troppo caotica — con un alto livello di entropia psichica — per riuscire a entrarci davvero.
Certo, se il nostro obiettivo è rilassarci e lo facciamo con un bel film, o un articolo lungo e informativo come questo che stai leggendo, va benissimo: stiamo aprendo un solo tab (scheda) nella nostra memoria — una sola cosa su cui la nostra attenzione si deve focalizzare.
Ma se invece guardiamo contenuti che cambiano ogni 20 secondi (quelli dove si “scrolla”), ecco che la nostra RAM diventa talmente piena che qualunque attività facciamo dopo, “non funziona”, non ci soddisfa.
Questo è uno dei fattori principali che stanno portando la nostra società a livelli di ansia, depressione e insoddisfazione estremamente alti…
..a la soluzione c’è, ed è
Riprendere il controllo
Questo video/articolo sta diventando piuttosto lungo, quindi vado dritto al sodo.
Per riprendere il controllo dobbiamo:
1 - Svuota la RAM
Come abbiamo visto, più “tab/schede” abbiamo aperte contemporaneamente nella nostra mente, e più la nostra attenzione sarà frammentata, facendoci sentire:
lenti,
stressati,
sovraccaricati.
Il primo passo dunque, prima ancora di decidere come impiegare la nostra attenzione, è quello di liberarla.
A tale scopo, puoi fare quello che gli inglesi chiamano “brain dump”, ovvero prendere un foglio di carta e scrivere tutto quello che hai nella testa in questo momento:
- pensieri
- preoccupazioni
- decisioni in sospeso
- impegni
- scadenze
- ecc
Questo riduce subito ansia e rumore mentale, trasformando una confusione caotica nella nostra testa in parole chiare su un pezzo di carta.
2 - Riduci a 1–3 priorità
Come disse Confucio,
“Un uomo che insegue due conigli non cattura nessuno dei due”.
A questo punto, è necessario riconoscere che non possiamo fare tutto contemporaneamente.
Abbiamo scritto tutto ciò che ci stava creando stress (entropia psichica), ora è necessario scegliere 1-3 cose chiave sulle quali lavoreremo per prime.
Un’ottima domanda da porsi è: “quale, tra queste cose, se fatta/risolta, renderebbe tutto il resto più facile o addirittura non necessario?”.
Scegli quella, e metti tutto il resto in pausa.
Priorità = filtro per l’attenzione
3 - Converti le priorità in Flow Tasks
Nella parte precedente di questo articolo abbiamo visto la formula per rendere ogni compito un qualcosa che ci faccia godere di più la nostra vita.
Certo, con alcuni compiti è più facile che altri, ma quasi sempre si può fare.
Ti lascio al libro di Mihaly Csikszentmihaly se vuoi approfondire “il come”: https://amzn.to/49PwxmE
Riassumendo però:
- Obiettivo chiaro
- Idealmente, difficoltà leggermente sopra le capacità
- Feedback rapido
- Zero distrazioni
4 - Progetta la giornata attorno al flow
Col tempo, ti consiglio di creare una routine (personale e lavorativa) che ti consenta di vivere buona parte della giornata in flow state.
Se ti interessa approfondire come portarlo nel quotidiano, fammelo sapere e magari farò un articolo dedicato!
Ma, come abbiamo visto, rimuovere i social in formato verticale è già un gran passo avanti.
5 - Allena l’attenzione ad andare oltre
Una volta strutturata la nostra giornata tipo che permetta diverse attività di flow, viene spontaneo chiedersi: “e come faccio a godermi tutte quelle attività monotone che non mi permettono di accedere a quello stato dell’attenzione che hai chiamato flow?”.
Domanda fantastica, e ci porta al livello ancora più avanzato del flow: il dominio totale della nostra attenzione che la rende costantemente intensificata (in altre parole, il contatto con il superconscio).
In flow, sei un tutt’uno con l’azione.
In attenzione intensificata, sei tutt’uno con il mondo.
Sai che stai usando attenzione.
Sai che puoi spostarla.
Sai che non sei né il contenuto dell’attenzione, né il corpo, né la mente.
Sei l’attenzione stessa.
Qui nasce la pace.
Non perché tutto va bene.
Ma perché non sei più trascinato.
Questo è ciò che trattiamo nella mia community Maestria dell’Invisibile.
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Un abbraccio e alla prossima,
Samuel
