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In questo articolo voglio condividere con te un’idea che, a primo impatto, può sembrare quasi assurda.
L’utilizzo dei soldi nella vita di tutti i giorni (quindi comprare, spendere, risparmiare) può diventare una delle forme più potenti di meditazione che esistano.
E non solo.
Può portare un senso di pace incredibilmente profondo nella tua vita… anche se in questo momento ti trovi in una situazione di ristrettezza economica.
Lo so.
Sembra controintuitivo.
Ed è esattamente per questo che voglio spiegartelo bene.
Se non ci conosciamo ancora, ciao, il mio nome è Samuel.
Da anni mi occupo di energia e meditazione.
Ma la vera svolta non è arrivata mentre ero seduto con le gambe incrociate e gli occhi chiusi.
È arrivata nella vita quotidiana.
E uno dei campi più importanti in cui ho visto questo cambiamento… è stato proprio quello economico.
I soldi, infatti, sono diventati una delle meditazioni più potenti che conosca, e in questo articolo ti racconterò la verità dietro questa affermazione apparentemente assurda!
Il rapporto con i soldi: una tensione condivisa
Se ci pensi, il rapporto con i soldi è qualcosa che, in un modo o nell’altro, accomuna tutti.
Chi più, chi meno, nella vita quasi tutti abbiamo vissuto momenti di difficoltà economica.
C’è chi li ha attraversati solo per brevi periodi.
E chi invece ci ha convissuto per anni, o addirittura per tutta la vita.
Ma in entrambi i casi succede una cosa.
Quando hai assaggiato cosa significa la mancanza, si crea una tensione di fondo ogni volta che hai a che fare con i soldi.
Quel tipo di tensione che spesso fa pensare “i soldi sono il demonio”.
Tensione che oggi è ancora più forte:
I costi della vita continuano a salire.
Gli stipendi, invece, sono fermi da decenni.
E tutto questo alimenta ancor più questa pressione costante.
Eppure – ed è qui il punto – proprio questa situazione può diventare una porta.
Una porta verso un senso di libertà, di soddisfazione
e di pace molto più profondo di quanto immagini.
Cosa c’entrano i soldi con la meditazione?
Quando pensiamo alla pace interiore, l’immagine che ci viene in mente è sempre la stessa: Un monaco.
Seduto immobile.
Magari su una montagna o in un monastero.
Tutto è silenzioso. Tutto è perfetto.
E sì, quell’immagine idilliaca non è sbagliata.
Uno degli scopi principali della meditazione è proprio creare un senso di pace interiore.
Ma la parte che ci interessa è il modo in cui porta a questo: semplicemente, quietando il dialogo interno.
Quel chiacchiericcio mentale continuo.
Quella voce che commenta tutto quello che succede nella tua vita.
Ora, riflettiamo un attimo:
Cosa succede quando entrano in gioco i soldi?
Succede che quel dialogo interno… esplode.
“Sto spendendo troppo”
“E se succedesse qualcosa?”
“E se in futuro mi trovassi nei guai?”
“Perché mi è capitata questa situazione?”
“Non so neanche se riuscirò ad arrivare in fondo al mese”
E poi iniziamo a immaginare scenari futuri.
A rivivere momenti passati.
A costruire problemi che, in quel preciso momento, non esistono…
… ma temiamo possano capitare in futuro.
In una parola, alimentiamo l’overthinking (pensare continuo).
E con lui, una tensione costante.
Anche quando, oggettivamente, nel presente non sta succedendo nulla di grave.
La trappola del “quando avrò”
Io per primo ci sono cascato completamente.
Per anni ho vissuto con questa idea: quando avrò, allora sarò.
Quando avrò quel lavoro.
Quando guadagnerò di più.
Quando comprerò quella cosa.
Quando avrò una casa più grande.
Allora sarò felice.
Il problema è che, sì, a volte questi obiettivi li raggiungi.
E per un po’ ti senti bene.
Ma non dura.
Ti abitui. E subito dopo… arriva un nuovo obiettivo.
E torni punto a capo.
Magari compri qualcosa che volevi da tempo.
Una macchina sportiva che tanto desideravi.
O una casa nuova che sognavi da una vita.
Ti dà una scarica di piacere.
Ti senti bene, magari per un giorno, o magari per un anno.
Ma poi torni alla vita di tutti i giorni.
Ti rendi conto che, sebbene ora hai colmato quella che sembrava la lacuna più grande della tua via, in realtà questa lascia spazio ad altri problemi e cose da migliorare.
E quella sensazione “di pace” svanisce.
Non perché l’acquisto sia stato inutile.
Ma perché non può darti una pace duratura.
I soldi migliorano il comfort, su questo non ci piove.
Averne ci porta a minori preoccupazioni economiche…
… ma non ti portano mai a dire:
“Ok, adesso sono a posto per sempre”.
E quando realizzi davvero questa cosa… si aprono due possibilità enormi.
Prima possibilità: usare i soldi come allenamento alla presenza
Se i soldi generano tensione…
e se abbiamo a che fare con i soldi praticamente ogni giorno…
allora diventano un trigger perfetto.
Un promemoria continuo per tornare presenti.
Non significa ignorare i problemi.
Anzi.
Ti rende più lucido.
Più razionale.
Perché invece di perderti nel pensiero continuo, puoi fermarti e chiederti:
Posso fare qualcosa per migliorare questa situazione?
Se la risposta è sì, agisci.
Subito.
Senza rimuginare.
Senza perderti in pensieri spaventosi che non portano a nulla.
Se la risposta è no…
allora continuare a pensarci non serve a nulla, perché tanto non c’è nulla che tu possa fare.
E qui entra la vera pratica.
Ogni volta che la mente torna lì, puoi dirle:
“Ci ho già pensato, e sto agendo nel migliore dei modi”.
(sia esso lavorando attivamente ad una soluzione, o non badandoci affatto perché un qualcosa al di fuori del tuo controllo).
E riporti l’attenzione al presente.
Al respiro.
A quello che stai facendo.
A ciò che hai davanti.
È esattamente quello che fai quando mediti.
La mente scappa…
e tu la riporti indietro.
Ancora.
E ancora.
Ed è così che alleni la tua attenzione.
A quel punto la meditazione non è più qualcosa che fai solo da seduto.
Diventa qualcosa che vivi.
Ogni giorno.
Perché ti accorgi che, molto spesso, la mancanza di pace non deriva da ciò che sta succedendo…
ma dai pensieri su ciò che sta succedendo.
E imparare a gestire questo meccanismo, proprio nei momenti in cui si attiva di più (come quando hai a che fare con i soldi) diventa un allenamento potentissimo.
Questo ovviamente non nega quanto i soldi possano semplificare la vita in certe circostanze, anzi, fa pensare “c’è qualcosa che posso fare per risolvere la situazione – i.e. migliorare le mie finanze?”.
Ancora una volta, se la risposta è sì, ben venga fare del nostro meglio per migliorare la situazione.
Se la risposta purtroppo è no, allora lasceremo perdere questo ragionamento, accetteremo la situazione, e continueremo a fare del nostro meglio… del resto, cos’altro possiamo fare?
Ma in entrambi i casi, l’overthinking non è la soluzione.
O agiamo, o lasciamo perdere… ma rimuginarci all’infinito, non è affatto utile.
Seconda possibilità: cambiare il modo in cui prendi decisioni
C’è poi una seconda conseguenza, altrettanto importante.
Se abbiamo capito che gli acquisti non portano felicità duratura…
e che l’ansia deriva principalmente dal pensiero continuo…
allora possiamo iniziare a valutare le tue scelte in modo diverso.
Non più solo in base a “posso permettermelo?”
Ma in base a:
”Quanti pensieri mi porterà questa scelta?”.
Ti faccio un esempio concreto:
Recentemente ho comprato una moto.
All’inizio volevo prenderla nuova di zecca.
Avevo i soldi da parte.
Potevo permettermelo.
Ma mi sono fermato un attimo.
E mi sono fatto una domanda semplice:
Quanta pace mi darà davvero questa scelta?
Sapevo già la risposta.
Mi avrebbe dato entusiasmo all’inizio.
E piacere nei weekend.
Ma non una pace duratura.
Sicuramente mi sarei divertito… ma non sarebbero spartiti “tutti i problemi della mia vita”.
Ho poi iniziato a considerare tutto il resto.
La paura di rovinarla, perché nuova.
Il costo delle riparazioni (in caso di caduta🤟🏽) più alto della media, perché nuova.
Il fatto di avere meno soldi da parte. E tutte le conseguenze mentali (pensieri) che ne sarebbero derivate.
Alla fine ho scelto una moto usata, ma in buone condizioni.
Ho inoltre zittito quella vocina nella mia testa che diceva “se la compri nuova avrai meno problemi”, portando la nuova (usata) moto subito dal meccanico, prima ancora di portarla a casa, per un controllo completo.
Risultato?
Stesso divertimento della moto nuova, o quasi.
Meno spesa iniziale.
Meno ansia di rovinarla.
Più tranquillità nell’utilizzarla.
Stessa pace mentale che la moto sarà perfetta (visto il controllo approfondito del meccanico).
Più libertà anche nello spendere per la sicurezza (protezioni migliori).
E soprattutto… meno pensieri.
Magari la moto nuova mi avrebbe dato un 3% di soddisfazione in più.
Ma il livello di pace mentale che ha comportato il prenderne una usata, a mio avviso vale molto di più.
Una moto nuova sicuramente sarebbe piaciuta molto di più al mio ego:
la bella figura,
il senso di soddisfazione,
ecc.
Ma non sarebbero valsi tutti i pensieri che una spesa più importante avrebbe portato.
Questo, mi rendo conto, è un esempio banale.
Ma se lo applichi a tutte le scelte economiche… cambia tutto.
Non sempre è possibile, ovviamente.
Ci sono situazioni in cui bisogna fare sacrifici importanti.
Ma tenere conto di questo fattore (il peso mentale delle scelte) può fare una differenza enorme.
Può facilitarci incredibilmente il vivere con un senso di pace di fondo, anziché ansia e agitazione.
Il punto chiave
Il messaggio non è evitare i soldi e non comprare nulla.
Non è scappare dalle responsabilità.
È fare il possibile per migliorare la propria situazione…
ma allo stesso tempo usare quella tensione che nasce come un’opportunità.
Un’opportunità per diventare presenti.
Per allenare la tua attenzione.
Per trasformare qualcosa che normalmente genera ansia… in uno strumento di pace.
Perché la verità è che quella pace che cerchiamo fuori…
molto spesso non dipende dal mondo esterno.
Ma da come funzionano i nostri pensieri.
Se non hai mai lavorato su questo aspetto — sull’attenzione, sulla meditazione — ho creato un esperimento gratuito di 7 giorni: Clicca qui per provarlo!
Ogni giorno (per 7 giorni) riceverai una mail con un piccolo esercizio di 2-3 minuti.
Questo ti aiuterà ad osservare, in prima persona, di cosa stiamo parlando.
Il chiacchiericcio mentale.
La possibilità di uscirne.
E quel senso di pace che inizia a emergere.
Perché, alla fine, non si tratta di capire.
Si tratta di sperimentare.
E se eliminare l’ansia dalla tua vita è un’idea che ti affascina, dai un’occhiata alla Maestria dell’Invisibile, la mia community dove grazie ad attenzione, meditazione, ed esplorazione di possibilità fenomenali come le out of body experiences, impariamo a vedere la vita da un altro punto di vista: un punto di vista che ci dona pace e serenità.
Un abbraccio e alla prossima,
Samuel
