Skip to main content

Tempo di lettura: 20 minuti

«La maggior parte delle persone, anche se non lo sa, dorme. Nascono addormentate, vivono addormentate, si sposano nel sonno, mettono al mondo figli nel sonno e muoiono nel sonno senza essersi mai svegliate. Non comprendono mai l’incanto e la bellezza di ciò che chiamiamo esistenza umana». – Anthony De Mello

Le persone non decidono davvero la propria vita.

La vivono in automatico.

Pensando di poter scegliere,
di poter cambiare,
di poter usare la propria forza di volontà per farcela.

Ogni anno, infatti, si danno l’obiettivo di migliorare;
“quest’anno sarà diverso” dicono,
ma statisticamente, 365 giorni dopo, il 90% di loro sono punto e a capo.

C’è una scienza dei risultati, e la volontà non è il pilastro che tutti pensano.

Ci è stata venduta questa bugia che con la forza di volontà possiamo fare qualunque cosa, e anche se c’è un briciolo di verità in questo, la realtà è che quel 10% di persone che alla fine dell’anno raggiungono i propri obiettivi, lo fa usando un’altra strategia.

«La forza di volontà è una risorsa limitata». – Roy Baumeister

Le persone che ottengono risultati straordinari, non vincono perché hanno più disciplina.

Vincono perché la loro mente vede cose diverse.

Un po’ come quando decidi di comprarti la macchina nuova e inizi a vederla ovunque.

Non è che, fatalità, tutti l’hanno presa subito dopo che tu ci hai deciso di comprarla, bensì il tuo cervello ha iniziato a farci caso!

Pensa al tuo cervello come a un sistema operativo:
Può fare solo ciò per cui è programmato.
Può mostrarti solo ciò che sa riconoscere.

So che può sembrare assurdo, ma la scienza ci mostra come comprendere questo sia la chiave per riuscire a raggiungere quello che vuoi nella vita; e se quindi vuoi che quest’anno sia veramente un successo per te, leggi questo articolo fino alla fine perché ti garantisco che se lo comprenderai veramente, nessuno sarà più in grado di starti dietro.

Questo articolo non serve a motivarti. Serve a renderti consapevole.
Consapevole del motivo per cui la forza di volontà fallisce quasi sempre.
E di come riprogrammare la tua mente per rendere i tuoi obiettivi inevitabili.

Il Cervello Non Decide

«Un pensiero viene quando “esso” vuole, non quando “io” voglio». – Friedrich Nietzsche

Partiamo da una premessa su cui siamo tutti d’accordo: per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo fare determinate azioni.

Se, per esempio, vogliamo diventare dei piloti professionisti, dovremmo allenarci costantemente nel migliorare le nostre abilità di guida.

E le neuroscienze ci insegnano che la scelta di agire scaturisce dai nostri pensieri.

Quindi:
Pensieri → Scelte → Azioni → Risultati
Semplice, vero?

E invece, il cuore del problema sta proprio in questa semplice sequenza.

Siamo convinti di essere padroni delle nostre scelte,
siamo convinti che con il nostro cervello e la nostra mente possiamo decidere.

Ne siamo così convinti che abbiamo fatto guerre, rivoluzioni, e colpi di Stato per riprenderci questa libertà di esercitare il nostro libero arbitrio… ma siamo sicuri di averlo?

Il primo prodotto del cervello, sono i pensieri, ma come Nietzsche ci fa notare, se proviamo a fare 5 minuti di vuoto mentale, 5 minuti di silenzio totale, non ci riusciamo.

“ho chiuso la porta d’ingresso?”
“cavolo, mi sono dimenticato di rispondere a Marta”
“che esercizio stupido, e che perdita di tempo”

Pensieri di questo tipo inizieranno ad affiorare dopo pochi istanti di vuoto mentale.

E dato che è evidente che non riusciamo a controllarli, come possiamo essere in controllo di tutto il resto che il nostro cervello ci fa fare?

Ricordi?
Pensieri → Scelte → Azioni → Risultati

Se non controlliamo il primo punto, a cascata non controlliamo tutto il resto.

E a questo punto già sento che le persone nuove di questo argomento stanno pensando: ”Samuel, tutte cazzate, come puoi dire che non sono in controllo di quello che faccio? Se decido di fare qualcosa, cavolo, la faccio!”

Giusta osservazione, e hai perfettamente ragione…
… il 10% del tempo.

Diversi studi di psicologia, come spiega in modo fantastico Daniel Kahneman in “Pensieri lenti e veloci” (libro bellissimo che ti consiglio), mostrano che tendenzialmente, operiamo in questa modalità di
“penso consciamente → decido consciamente → agisco consciamente”
per una porzione molto piccola delle nostre giornate (si stima il 10%).

Il resto del tempo, la nostra mente conscia seleziona solo una piccola parte delle informazioni che il cervello elabora in parallelo in modo non-conscio ogni momento.

In altre parole, quel chiacchiericcio mentale continuo che non riusciamo a fermare governa la nostra vita il resto del tempo, mentre noi appunto siamo persi nei nostri pensieri!

pensieri subconsci/automatici → scelte automatiche → azioni automatiche → risultati automatici

So che potrà sembrarti sconvolgente, e quasi assurdo… ma ignorare questo fatto non lo rende meno capace di governare la tua vita!

Se hai la patente e guidi spesso, prova a fare caso quante volte ti capita di star guidando verso casa o facendo un percorso abituale e…

…ad un certo punto ti rendi conto che:

  • sei già arrivato
  • non ricordi semafori, svolte, incroci
  • eppure non hai fatto errori

La mente conscia non stava guidando.

Era “spenta” o altrove (“sovrappensiero”).
Il corpo e il cervello automatico hanno gestito tutto.

Se la mente conscia comandasse davvero, dovresti ricordare ogni decisione presa. Ma non è così.

Questo è il motivo per cui quando si sta imparando a guidare sembra quasi impossibile farcela (perché sta gestendo tutto la tua mente conscia); ma una volta imparato, lo fai senza rendertene conto.

(se non guidi, nota come questo capita in quasi tutti gli atti abitudinari)

E cosa c’entra tutto questo con la nostra volontà e con raggiungere i nostri obiettivi?

Tutto.

La forza di volontà la possiamo esercitare solo quando stiamo agendo consciamente (il 10% del tempo).

Questo significa che, se ci diamo un obiettivo (es. perdere peso), senza però cambiare il pilota automatico, il 10% del tempo agiremo per raggiungerlo, ma il restante 90% agiremo con il vecchio pilota automatico (che ci ha fatto ingrassare).

A questo punto sorge una domanda spontanea:
Se non siamo noi a decidere, chi decide?
Come saltano fuori questi pensieri e questi automatismi?
Cosa si cela dietro quelle che banalmente chiamiamo abitudini?

L’Identità Vince Sempre

«Finché non renderai conscio l’inconscio, esso dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino». – Carl Gustav Jung

Questo pilota automatico ha un nome preciso, subconscio (o “mente veloce” secondo Daniel Kahneman).

E al suo interno contiene:

  • le nostre abitudini;
  • le nostre credenze;
  • la nostra visione del mondo;

in una parola, la nostra identità!

È il pilota automatico che prende in mano ogni situazione quando noi ci perdiamo nei nostri pensieri.

Questo pilota subconscio non sa muoversi nelle cose nuove, ma tutto quello che abbiamo già fatto in modo più o meno simile in passato, lo sa gestire alla grande.

Questo è il motivo per cui qualunque cosa nuova ci sembra più complessa:
un nuovo lavoro,
una nuova abitudine,
un nuovo modo di pensare,

sono situazioni in cui non possiamo fare affidamento al pilota automatico, e siamo costretti ad usare solamente la mente conscia (”mente lenta” secondo Kahneman).

Col tempo però, tutto diventa facile proprio perché possiamo fare affidamento sul pilota automatico.

Ma averlo è tanto comodo quanto una condanna.
È fenomenale nel quotidiano, perché ci aiuta a fare meno fatica;
ma è anche ciò che ci impedisce di raggiungere obiettivi nuovi che ci poniamo!

Nel momento in cui decidiamo di cambiare, infatti, prendiamo la scelta conscia di fare le cose diversamente.

Il problema è che questo il subconscio (pilota automatico) non lo sa, e non appena usciamo da quel 10% di mente conscia che usiamo ogni giorno, entra il pilota automatico che per il 90% del tempo fa quello che eravamo abituati a fare

A tutti noi è capitato di dire “so che non dovevo farlo, ma l’ho fatto lo stesso”.

È una sensazione di impotenza molto frustrante… “cavolo, sapevo cosa dovevo fare, eppure non l’ho fatto. Perché?”.

Perché l’ha fatto il pilota automatico!

Certo, tornando all’esempio del fitness possiamo dimagrire con la sola forza di volontà; possiamo sviluppare una volontà di ferro e per esempio:

  • pagare 1 anno di palestra in anticipo, per forzarci psicologicamente ad andarci;
  • buttare tutti i cibi spazzatura che abbiamo in casa, e comprare solo cibo salutare;
  • comprarci abbigliamento sportivo che ci piaccia e che ci faccia venire voglia di usarlo;

ma anche avendo una volontà di ferro, se non cambiamo il pilota automatico (subconscio), raggiunto l’obiettivo (il fisico desiderato), torneremo alle vecchie abitudini e in men che non si dica torneremo ad ingrassare.

Un indizio chiave che questo sta avvenendo è quando sentiamo qualcuno dire “non vedo l’ora di finire la dieta per tornare a vivere come prima”. Magari raggiungerà il suo obiettivo temporaneamente, ma poi il pilota automatico la riporterà punto e a capo.

Questo vale per il fitness, come per qualunque altro cambiamento di vita!

Nessuno ci ha insegnato l’esistenza di questo pilota, ma nel momento in cui inizierai a rendertene conto, diventerà impossibile non notarlo.

Come disse Nietzsche,

«Diventa ciò che sei».

E infatti, il cuore di questo pilota automatico è la tua identità; quando dici

“io sono così”
“io non sono così”
“non sono il tipo di persona che..”
queste sono tutte frasi del tuo pilota automatico.

Il solo fatto che tu ti identifichi con questi modi di essere significa che sono azioni che hai ripetuto una marea di volte, e dunque sono parte del tuo pilota automatico.

Per raggiungere un nuovo obiettivo quindi, la chiave è cambiare la tua identità (= pilota automatico).

Per essere in forma devi diventare il tipo di persona che mangia sano e ama allenarsi;
per essere sicuro di te devi diventare il tipo di persona che ha fiducia in sé e agisce con fermezza;
per diventare un pilota di moto GP professionista devi diventare il tipo di persona che fa quello che fanno i piloti (allenamenti, studio delle piste, fiducia in sé, ecc).

E questo non si fa con “il trucchetto” o con la forza di volontà, ma cambiando il programma subconscio (la nostra identità).

Una volta cambiato programma, svolgere le azioni che ti portano al tuo obiettivo non richiede alcuno sforzo… diventa il tuo nuovo pilota automatico che ti porta (diventa il tuo modo di essere).

E come si riprogramma il pilota automatico?

Il Nuovo Metodo del XXI Secolo: L’Immersione

«Cambiate i vostri pensieri e cambierete il vostro destino, perché il subconscio accetta ciò che viene impresso ripetutamente». – Joseph Murphy

Per riprogrammare il pilota automatico, dobbiamo innanzitutto capire com’è stato programmato quello che abbiamo ora.

Sostanzialmente, ci sono 2 momenti in cui avviene questa programmazione:

0-7 anni

In questa tenera età, siamo appena venuti al mondo, e non abbiamo né un’identità ben definita, né un subconscio già programmato.

Proprio per questo, il nostro pilota automatico è in fase di apprendimento massima, come un computer che non ha ancora un sistema operativo sviluppato che lo faccia funzionare al massimo delle sue potenzialità.

In altre parole, in questo periodo di vita, la barriera tra mente conscia e subconscio è praticamente inesistente, perciò tutto quello che ci viene detto, tutto ciò che vediamo e tutto ciò che ci accade, va direttamente nel subconscio.

Se noti infatti, i bambini in questa fase hanno sempre gli occhi spalancati, e assorbono tutto come spugne.

7+

Passati i 7 anni, questa barriera tra conscio e subconscio inizia a farsi sempre più spessa; la neuroplasticità si riduce, direbbero le neuroscienze, e cambia le onde emesse dal nostro cervello in stato di veglia!

Quando questo accade, rimangono solamente 3 modi in cui il subconscio (pilota automatico) si modifica:

  1. shock
  2. ipnosi
  3. ripetizione

Il primo metodo, lo shock, sta prendendo un ruolo sempre più centrale nella consapevolezza comune. Se all’epoca dei nostri nonni, emozioni e sentimenti venivano completamente ignorati, ora ci si fa più attenzione (talvolta forse troppa).

Quello che però molti non sanno è che il motivo per cui questi “traumi” sono importanti da comprendere (e da sciogliere) è perché vanno a modificare in modo permanente il nostro pilota automatico, che inizierà ad agire diversamente “per la nostra sopravvivenza”.

Il pilota automatico di una persona che è stata brutalmente rifiutata più volte, per esempio, subendo un grande shock emotivo dovuto al rifiuto, svilupperà una paura/ansia nei confronti delle persone, e se non si impara a riprogrammarlo, si potrebbe restare tutta la vita con un’ansia sociale.

Il “manifesting” che va parecchio di moda, oltre alla componente metafisica che è un argomento per un altro giorno, lavora molto su questo fattore di shock.

Lo shock non è altro che una forte emozione, che bypassa la barriera tra mente conscia e subconscio, e lascia un nuovo programma permanente.

Chi cerca di “manifestare” una nuova realtà, se lo fa bene, ripete continuamente l’immagine di sé “come vorrebbe essere”, associando una forte emozione a questo evento, e riprogramma il proprio pilota automatico per agire in quel modo.

Questo funziona perché

«Il subconscio non distingue tra vero e falso: reagisce alle immagini che gli forniamo». – Maxwell Maltz

Questo è un metodo che può essere estremamente efficace, ma richiede un certo impegno e una certa abilità di visualizzazione e controllo delle emozioni per essere realmente efficace; quindi non è il metodo su cui ci concentreremo oggi.

Il secondo metodo, l’ipnosi, è incredibilmente interessante, ma richiede di avvalersi di un buon ipnotista (o dedicare tempo e lavoro per diventarlo noi in prima persona), perché l’ipnosi/autoipnosi sia sufficientemente profonda da cambiare realmente il nostro pilota automatico.

Il terzo metodo invece è semplice, possiamo farlo da soli, e (inconsapevolmente) lo stiamo mettendo in pratica da tutta la vita.

La ripetizione infatti, è ciò che:

  • ci fa passare dal riuscire a malapena a sapere guidare, a diventare talmente bravi da poterlo fare finché pensiamo a tutt’altro;
  • ci fa passare dal fare fatica quando iniziamo un nuovo lavoro, al riuscire a farlo con una facilità tale da renderlo quasi noioso;
  • ed è l’esatto modo in cui abbiamo imparato a parlare da piccoli.

In particolare, il metodo di ripetizione che sto per proporre si chiama “Immersione”, ed è stato reso famoso da un ragazzo di nome Katsumoto che lo ha applicato per diventare livello madrelingua nel giapponese, in tempi record.

Sostanzialmente, si tratta di replicare quello che fanno i bambini per imparare a parlare:

  • non studiano la grammatica (quello viene dopo);
  • non usano metodi di apprendimento;
  • né si inventano cose strane;

semplicemente, sono immersi totalmente in persone che parlano la lingua!

I genitori gli parlano,
i nonni gli parlano,
i fratelli gli parlano.

Questi “poveretti” sono costretti a sentire persone che gli parlano dalla mattina alla sera, e a furia di ripetizione, la lingua gli permea nella mente subconscia (pilota automatico), e dal nulla, nel giro di poco, imparano a capire e parlare (processo che nel loro caso è più veloce perché hanno meno di 7 anni).

Katsumoto è stato il primo a ripetere questa cosa da adulto e documentarne i risultati: ha sviluppato il metodo AJATT (all Japanese all the time = tutto in giapponese tutto il tempo), dove la strategia primaria per imparare la lingua è stata quella di ascoltare in loop giapponese tutto il giorno:

  • musica giapponese
  • film giapponesi
  • audiolibiri giapponesi
  • video giapponesi
  • ecc

Il cuore del metodo non è ascoltarli coscientemente e con attenzione**, ma lasciarli andare in background costantemente per lasciare che sia la nostra mente subconscia a imparare**.

Ci sono anche altri componenti del metodo AJATT, ma la chiave è l’immersione, e i risultati sono incredibili (lo posso testimoniare in prima persona perché è il modo in cui ho imparato l’inglese).

E questo stesso metodo può essere applicato per riprogrammare il nostro pilota automatico anche al di fuori delle lingue, e ora ti spiego come.

Quasi tutti i figli assomigliano in qualche modo ai propri genitori;
perché?
Perché hanno vissuto per anni a fianco a loro, e il loro subconscio ha assorbito abitudini dei genitori, modo di ragionare dei genitori, credenze dei genitori, ecc.

Per alcuni è stata una manna dal cielo, e per altri meno… ma la cosa fantastica è che possiamo ripetere il processo ex novo, ricreando il pilota automatico come vogliamo noi in 3 semplici step:

1 - Stabilisci il tuo obiettivo

La prima cosa che devi fare è avere chiaro l’obiettivo che vuoi raggiungere.

Puoi scegliere qualunque obiettivo, ma ti consiglio di sceglierne 1 solo che vuoi VERAMENTE raggiungere (per lo meno per le prime volte).

2 - Trova 1-3 persone online che lo abbiano raggiunto

Una volta scelto l’obiettivo, il secondo step è quello di trovare altre persone che lo abbiano raggiunto, e che parlino a riguardo sui social.

Non è necessario che siano partite dalla tua stessa situazione, ma è fortemente consigliabile, perché ti verrà automatico pensare “se ce l’ha fatta lui che è partito dalla mia stessa situazione, posso farcela anch’io”.

Questa è forse la fase più importante, perché devi riuscire a distinguere chi ha raggiunto veramente quell’obiettivo.

3 - Immergiti nei loro contenuti

Consuma religiosamente, per almeno 90 minuti al giorno (minimo), i loro contenti:

  • ascolta podcast e interviste
  • leggi i loro libri
  • guarda i loro video
  • Se hanno corsi, guarda anche quelli

Il primo ascolto può certamente essere conscio e attento, ma la parte importante è continuare a ripetere questi contenuti in loop per farli entrare nel nostro subconscio.

La cosa fantastica di questo metodo è che non richiede tempo specifico, ti basta lasciar andare queste interviste/audiolibri/ecc. in sottofondo al posto della radio!

In questo caso stiamo sfruttando il vecchio detto: “Chi va con il zoppo, impara a zoppicare”.

Ascoltando in loop queste persone, pian piano il nostro pilota automatico inizierà ad adottare schemi di pensiero, atteggiamenti, caratteristiche, ecc… e se ricordi:

Pensieri → Scelte → Azioni → Risultati

Se iniziamo a pensare nel modo in cui pensa la persona che è partita dalla nostra situazione, ed è arrivata dove vogliamo arrivare, è solo questione di tempo prima che ci arriviamo anche noi.

Con questo non sto negando che serve poi agire; anzi… sto dicendo di imparare a cambiare il pilota automatico che poi ci porta ad agire nel modo in cui riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi.

Cambiando il pilota automatico, accadrà la stessa cosa che accade quando decidiamo di cambiare macchina:
inizieremo a vedere opportunità che prima non vedevamo;
inizieremo ad agire come agirebbe una persona che ha già raggiunto quell’obiettivo;
e quindi, con pazienza, tempo e un pizzico di fortuna, il nostro successo sarà inevitabile.

Ovviamente, non aspettarti di riscrivere il tuo programma di una vita in una settimana di ascolto… ma se farai l’immersione con impegno totale, tra qualche mese ti stupirai di quanto la tua vita sia cambiata in meglio.

Inoltre, forse la parte più interessante di tutto ciò è questa:

Quando riprogrammerai il subconscio abbastanza volte, ti renderai conto che la tua identità non esiste, è solo un programma.

E no, non è una tragedia, ma una liberazione… più te ne renderai conto, e più potrai diventare conscio del tuo subconscio, trasformandolo in superconsio.

La meditazione, quella vera (fatta per esempio dai monaci in Tibet) ha tra gli scopi primari proprio questo, il diventare veri padroni del subconscio… cosa che poi ci da accesso a possibilità come, per esempio, percepire l’energia intorno a noi, vedere l’aura delle persone, e tutta una serie di cose che possono sembrare fantascienza, fino a quando non ne fai esperienza in prima persona.

Se anche tu vuoi farne esperienza come ho fatto io in primis, ti lascio il link alla mia community dove step by step, arriviamo proprio a questo:

Altrimenti, se vuoi solamente raggiungere i tuoi obiettivi, pratica l’immersione e ti stupirai dei risultati.

Un abbraccio e alla prossima!

Samuel

Leave a Reply